C'è un fatto che non si può contestare: siamo fatti per cacciarci nei guai ma non per sostenere una bugia. Gli altri possono sostenere bugie; noi no. A noi succede che ci innamoriamo della contraddizione e poi ci viene chiesto di amarla perché esiste e di trarre da essa il segno della Realtà. Noi non possiamo possedere un'amante. Gli altri si. Noi no, perché non riusciamo a sostenerne la portata e allora se ci accorgiamo di amarlo veramente, ci tocca imparare a voler bene senza desiderarlo, affermando tutto il suo esistere. Gli altri possono vivere di bugie, noi no. A noi è stata data la sensibilità di Dio ma anche la sua forza per sostenere queste amarezze che agli occhi degli altri sono sciocchezze. Ci vuole molta umiltà per riconoscere questa cosa, non c'è moto che tenga.
«Tutto deve passare per le mani del regista e sta a lui dire sì o no, e suggerire miglioramenti. Viene un momento in cui si deve gridare, picchiare il pugno sul tavolo e dire: "Silenzio! È così che si farà, e sarò io che me ne occuperò".»